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sabato 2 novembre 2013

Il "Patto dei Sindaci"

Il Patto dei Sindaci (Convenant of Mayors) è un’iniziativa promossa dalla Commissione europea per coinvolgere attivamente le città europee nella strategia verso la sostenibilità energetica ed ambientale. L’iniziativa è stata lanciata dalla Commissione il 29 Gennaio 2008, nell’ambito della seconda edizione della Settimana europea dell’energia sostenibile (EUSEW 2008).
Il Patto, al quale hanno aderito sinora oltre 1600 città tra cui 20 capitali europee e numerose città di paesi non membri dell’UE, con una mobilitazione di oltre 140 milioni di cittadini, fornisce alle amministrazioni locali l’opportunità di impegnarsi concretamente nella lotta al cambiamento climatico attraverso interventi che modernizzano la gestione amministrativa e influiscono direttamente sulla qualità della vita dei cittadini. I firmatari rappresentano città di varie dimensioni, dai piccoli paesi alle maggiori aree metropolitane.


La mobilità pulita, la riqualificazione energetica di edifici pubblici e privati e la sensibilizzazione dei cittadini in tema di consumi energetici rappresentano i principali settori sui quali si concentrano gli interventi delle città firmatarie del Patto. Le amministrazioni locali, in virtù della loro vicinanza ai cittadini sono in una posizione ideale per affrontare le sfide in maniera comprensiva. In particolare, esse si impegnano a rispettare l’obiettivo di riduzione delle emissioni di gas serra nocivi del 20% entro il 2020, come previsto dalla strategia 20-20-20 dell’Unione europea. Il Patto dei Sindaci per l’energia rappresenta anche un’occasione di crescita per l’economia locale, favorendo la creazione di nuovi posti di lavoro ed agendo da traino per lo sviluppo della Green Economy sul proprio territorio. L’obiettivo del Patto è aiutare i governi locali ad assumere un ruolo punta nel processo di attuazione delle politiche in materia di energia sostenibile.
Tutti i firmatari del Patto dei Sindaci prendono l’impegno volontario e unilaterale di andare oltre gli obiettivi dell’UE in termini di riduzioni delle emissioni di CO2. Per le sue singolari caratteristiche, essendo l’unico movimento di questo genere a mobilizzare gli attori locali e regionali ai fini del perseguimento degli obiettivi europei, il Patto dei Sindaci è considerato dalle istituzioni europee come un eccezionale modello di governance multilivello.


Per raggiungere questo obiettivo i governi locali si impegnano a:
  1.     Preparare un Inventario Base delle Emissioni (IBE),
  2.   Presentare un Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile (PAES), approvato dal Consiglio Comunale entro l’anno successivo all'adesione ufficiale al Patto dei Sindaci, e includere concrete misure per ridurre le emissioni almeno del 20% entro il 2020,
  3.  Pubblicare regolarmente – ogni 2 anni dopo la presentazione del Piano – un Rapporto sull'Attuazione approvato dal consiglio comunale che indica il grado di realizzazione delle azioni chiave e i risultati intermedi.
Il piano d’Azione per l’Energia Sostenibile (PAES) è un documento chiave volto a dimostrare in che modo l'amministrazione comunale intende raggiungere gli obiettivi di riduzione delle emissioni di anidride carbonica entro il 2020. In questa visione, le realtà comunali rappresentano la cellula istituzionale più piccola alla quale può essere richiesta responsabilità in tema di pianificazione energetica e possono essere fissati degli obiettivi. Il Sindaco, nella figura di responsabile degli impegni che competono al Comune, assume, quindi, un nuovo compito-dovere, quello di assicurare il raggiungimento in tema di produzione e consumi energetici di obiettivi quantitativi.


Per semplicità operativa e per dare maggior rilievo a quanto oggi è ritenuto di maggiore urgenza, i PAES impegnano le Amministrazioni Comunali al solo obiettivo sui gas serra, prevalentemente interpretato come riduzione delle emissioni di anidride carbonica, CO2. Essendo l’impegno importante, non scevro dalla necessità di reperire risorse finanziarie per mettere in atto gli interventi, e potendo fare sinergia tra le competenze all'interno delle varie realtà comunali, l’idea di confederarsi in un Patto è certamente vincente.
Tenendo in considerazione i dati dell’Inventario Base delle Emissioni, il Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile identifica i settori di intervento più idonei e le opportunità più appropriate per raggiungere l’obiettivo di riduzione di CO2, inoltre definisce misure concrete di riduzione, insieme a tempi e responsabilità, in modo da tradurre la strategia di lungo termine in azione.
In seguito all'approvazione da parte del consiglio comunale, i PAES devono essere inoltrati entro un anno dalla firma del Patto. L’impegno dei firmatari copre l’intera area geografica di competenza dell’autorità locale (paese,città,regione); il Piano d'azione, al fine di ridurre le emissioni di CO2 e il consumo finale di energia da parte degli utenti finali, deve includere azioni concernenti sia il settore pubblico sia quello privato. Ogni nuovo progetto di sviluppo approvato dall'autorità locale rappresenta quindi un’opportunità per ridurre il livello di emissioni.
Il Piano individua quindi fattori di debolezza, rischi, punti di forza ed opportunità del territorio in relazione alla promozione delle Fonti Rinnovabili di Energia e dell’Efficienza Energetica, e quindi consente di poter definire i successivi interventi atti a ridurre le emissioni di CO2. La valutazione di riferimento delle emissioni rappresenta la base per il monitoraggio dell’obiettivo di riduzione di CO2, oltre a facilitare l’identificazione delle principali aree di azione per la riduzione delle emissioni di CO2.



lunedì 14 gennaio 2013

Classificazione Energetica

Da un'analisi recente gli immobili assorbono circa il 40% del consumo energetico totale dell’Unione Europea e costituiscono così la più grande fonte di emissioni di gas climalteranti.

Sul tema della certificazione energetica il 2 febbraio 2007 è entrato in vigore il D.Lgs. 311/2006, che ha recepito le Direttive sul tema e ha modificato in parte il D.Lgs. 192/2005 prevedendo, a partire dal 1° luglio 2007, l’obbligo di certificazione energetica per gli edifici esistenti superiori a 1.000 m2 ed estendendolo dal 1° luglio 2008 a tutti gli edifici, mentre dal 1° luglio 2009 anche alle singole unità immobiliari nel caso di trasferimento della proprietà. 

Per classificazione energetica degli edifici si intende quell'operazione che permette di quantificare l'ammontare dell'energia che viene consumata all'anno per mantenere l'edificio stesso e consente pertanto di attribuire alle abitazioni una classe, dalla più virtuosa energeticamente, e quindi economicamente, alla più dispendiosa. Gli edifici a basso consumo energetico si collocano all’interno di una specifica classe energetica in base a quanto combustibile consumano all'anno per ogni metro quadro di superficie riscaldata.

Le classi energetiche sono le seguenti:


La certificazione energetica degli edifici fornisce uno strumento di informazione per l'acquirente o il proprietario sulla prestazione energetica ed il grado di efficienza di abitazioni e fabbricati e contribuisce a rivalutarne l’immagine e ad incrementarne il valore di mercato; a garanzia della sua attendibilità, la certificazione energetica dovrà essere rilasciata da esperti o organismi terzi estranei alla proprietà, dei quale dovranno essere garantiti la qualificazione e l'indipendenza. 

Come valutare la classe energetica del proprio edificio

La classe energetica non dipende solamente dalla tipologia del riscaldamento presente, ma anche dalle tipologie di materiali, pareti e serramenti, che costituiscono l’involucro dell’edificio. La classificazione energetica varia anche in base alla zona climatica di appartenenza. L’unità di misura utilizzata per individuare le sei aree in cui è stata suddivisa l’Italia è il cosiddetto “Grado-Giorno” (GG), che corrisponde alla somma (riferita al periodo di funzionamento dell’impianto di climatizzazione invernale) delle differenze giornaliere tra la temperatura media esterna giornaliera e la temperatura ambiente di 20 gradi.



La prima cosa da fare per stimare la classe energetica di un edifico con riscaldamento autonomo è determinare dalle proprie bollette gas il consumo annuo in metri cubi di gas metano per il riscaldamento invernale. Una volta individuato questo valore, occorre moltiplicarlo per 8,3 per ottenere il consumo annuo espresso in kWh termici. Infine, si divide tale consumo per i metri quadri di superficie utile dell’abitazione, ricavando in questo modo il consumo annuo per metri quadrati per il riscaldamento invernale, espresso in kWh termici.

Per semplificare questo calcolo da oggi si può fare affidamento al nuovo sistema sviluppato da SunergySOL, azienda piemontese specializzata nelle soluzioni per l’energia; grazie al suo sistema è possibile ricevere un’analisi completa della classificazione energetica dell’immobile semplicemente inserendo in un form online alcune informazioni relative ai propri consumi energetici e alle caratteristiche della nostra casa. Inoltre nell’analisi che effettua SunergySOL non solo compare la classe energetica di appartenenza dell’edificio, ma sono indicati anche gli interventi che possono essere realizzati per ottimizzare i consumi di energia.




domenica 1 aprile 2012

Etichettatura ambientale di prodotto: cos'è, a cosa serve

Al giorno d'oggi tutti noi siamo chiamati a fare scelte più consapevoli allo scopo di migliorare la qualità del mondo in cui viviamo e possiamo farlo in prima persona come consumatori scegliendo di comprare e di conseguenza promuovere quei prodotti che hanno un impatto minore sull'ambiente.
Ma io consumatore che non conosco i processi che stanno dietro al prodotto sullo scaffale del supermercato come faccio a sapere qual'è il migliore? Proprio a questo scopo sono state introdotte le etichette ambientali di prodotto e di processo; si definisce quindi etichetta ambientale l'asserzione che indica gli aspetti ambientali di un prodotto o servizio.

Le etichette si distinguono in tre diverse tipologie ma quelle che interessano direttamente noi come consumatori sono quelle con destinatario BtoC (Business to Consumer) ossia quelle del primo e secondo tipo ( nel disegno a fianco verde e viola).

Le etichette di TIPO 1 hanno lo scopo di garantire il rispetto di alcuni limiti soglia che vengono fissati appositamente per ogni categoria allo scopo di promuovere solo il 10-20% dei prodotti sul mercato e di permettere quindi al consumatore di scegliere il migliore. I limiti soglia per ogni categoria di prodotto vengono stabiliti attraverso uno studio del ciclo di vita del prodotto stesso: vengono cioè esaminati tutti gli impatti ambientali dall'estrazione della materia prima, alla fabbricazione del prodotto, al suo trasporto per concludere col suo smaltimento o riciclaggio; le etichette di tipo 1 una volta potevano essere applicate solo ai prodotti, oggi invece è possibile trovarle riferite anche ai servizi come ad esempio al turismo.
Un'azienda che ritiene che il suo prodotto rispetti tali limiti lo sottopone ad una valutazione di conformità dopo la quale, se il prodotto è conforme, ottiene l'etichetta ecologica da applicare al prodotto; nate come etichette nazionali,ad esempio il "White Swan" nei Paesi Scandinavi, "Blauer Engel" in Germania, nel 1992 nasce l'etichetta ecologica europea con nome ECOLABEL.


Le etichette di TIPO 2 consistono in un'asserzione ambientale auto-dichiarata dall'azienda stessa e non necessita di certificazione di terza parte; è l'etichetta più semplice e quindi più immediata nel fornire informazioni sul prodotto che stiamo acquistando. L'azienda può fornire attraverso l'etichetta una sola informazione riguardante il basso impatto ambientale del prodotto ( ad esempio se è biologico o prodotto con materiale riciclato) e per farlo deve seguire la normativa di riferimento utilizzando etichette comuni e facili da comprendere; le asserzioni devono essere chiare e non fuorvianti ( prodotto "verde" o "amico dell'ambiente" non definisco in che modo il prodotto abbia un minor impatto sull'ambiente) e inoltre deve essere specificato a che parte del prodotto si riferiscono ( un pacco di fogli per la stampante può essere venduto in una scatola prodotta con carta riciclata ma non implicata che la carta all'interno sia stata fatta nello stesso modo!); l'azienda che decide di utilizzare un'etichetta di questo tipo nell'atto dell'auto-dichiarazione mette a disposizione di tutti le informazioni riguardanti il prodotto in tutto il suo processo, garantendo quindi la veridicità dell'etichetta.
Un'esempio di etichetta di questo tipo è il "Ciclo di Mobius" che indica la riciclabilità o con la percentuale il contenuto di materiale riciclato.
L'utilizzo di queste etichette ambientali è volontario ed i vantaggi sono molteplici; il fatto che sia volontario e non obbligatorio motiva l'azienda a interessarsi alle tematiche ambientali allo scopo di sostenere il proprio marketing e competere con le aziende dello stesso settore: il consumatore sarà invogliato a scegliere il prodotto che a parità di prestazioni ha minor impatto ambientale, inoltre l'etichetta stessa permette una maggiore visibilità sul mercato. Il raggiungimento dell'etichetta permette di conoscere a fondo i processi di produzione e quindi di migliorarli per ridurne l'impatto sull'ambiente grazie anche all'ottenimento di finanziamenti. Attraverso le etichette si collega l'impatto ambientale alle prestazioni e ai costi del prodotto permettendo ai consumatori di fare scelte più consapevoli indirizzando così il mercato verso livello di qualità ambientale sempre maggiori.

ESEMPI DI ETICHETTE AMBIENTALI
Altre info su:  http://www.etichettaambientale.it/

domenica 4 dicembre 2011

Biorobot Refrigerator

Progettato da un giovane russo, Yuri Dmitriev, classificatosi al secondo posto all'Electrolux Design Lab 2010, il Biorobot Refrigerator è il prototipo di un frigorifero di nuova generazione; 4 volte più piccolo di un frigorifero normale, la sua caratteristica principale è quella di non necessitare dell'approvvigionamento energetico mostrando quindi grandi doti ecologiche.

La struttura consiste in una grande "cornice" profonda contenente un gel di colore verde dove verranno inseriti i cibi, gli alimenti infatti non si ripongono sugli scaffali ma sono avvolti dal gel ognuno nel proprio bacello; il raffreddamento avviene proprio grazie a questo speciale gel detto Biopolymer, inodore e non appicicoso, che assorbe il calore dai cibi mantenendoli alla temperatura ottimale. Il processo fisico che permette il funzionamento di questo speciale frigo si chiama Luminescenza; consiste appunto nell'assorbimento del calore dai cibi, sotto forma di raggi infrarossi, da parte di una colonia di biorobot meccanici contenuti nel gel, che poi lo irradiano all'esterno sotto forma di raggi di lunghezza d'onda diversa.

Per quanto riguarda gli aspetti pratici questo speciale gel non sporca nè lascia residui, ha straordinarie capacità espandersi e cambiare forma per accogliere i cibi; inoltre è un ottimo isolante, per questo motivo non è necessaria la porta che invece in un normale frigo condiziona molto il consumo di energia, basti pensare che ogni volta che apriamo la porta poi il frigo lavora per ripristinare la temperatura ideale.
Naturalmente il prototipo non è in produzione e forse mai lo sarà ma è sempre un passo avanti verso una generazione di elettrodomestici a consumo energetico basso o addirittura nullo.

domenica 6 novembre 2011

Smart Forvision

Presentata all'ultimo salone di Francoforte, questa concept anticipa le soluzioni tecniche e stilistiche della terza generazione di Smart Fortwo: si chiama Smart Forvision, è elettrica al 100% ed è stata realizzata in collaborazione con BASF, nota azienda del settore chimico che ha creato le componenti in plastiche speciali.


La prima novità di questa Smart sta nel nuovo tetto dotato di aperture trasparenti esagonali che lasciano passare la luce ma allo stesso tempo producono energia come dei pannelli solari; si tratta infatti di celle composte da un particolare colorante chimico che si attiva coi raggi solari e permette di produrre energia a sufficienza per attivare i componenti multimediali e tre ventilatori posti nell'abitacolo così, quando l'auto si trova ferma sotto il sole, il sistema di aerazione funziona grazie al fotovoltaico.
Inoltre aprendo le porte o con un pulsante queste celle, dette OLED (diodi luminosi organici), si accendono illuminando l'abitacolo e consumano meno della metà rispetto alle lampadine a basso consumo energetico.

La Forvision ha nuovi cerchi in materiale plastico, contenenti fibre di rinforzo, che pesano solo 3kg; la cellula di sicurezza tridion e le porte sono fatte di resina epossidica rinforzata con fibre di carbonio, tutto questo permette di ridurre il peso del 50% rispetto all'acciaio e del 30% rispetto all'alluminio.
Anche i sedili sono innovativi: fatti di un guscio in materiale sintetico autoportante e rivestiti di tessuti elettronici che sostituiscono il sistema di riscaldamento dei sedili grazie alla conduzione.
 BASF poi aggiunge una pellicola innovativa che riflette i raggi infrarossi e che protegge parabrezza e finestrini dal sole contribuendo a creare un clima piacevole all'interno dell'abitacolo; i materiali espansi inseriti nei pannelli della carrozzeria mantengono la vettura fresca d'estate e calda d'inverno isolandola dal freddo.

L'obiettivo di questa autovettura è quindi quello di risparmiare energia, grazie ai pannelli solari e alla diminuzione di peso offerta dai materiali innovativi, allo scopo di aumentarne l'autonomia fino al 20%; l'autonomia, oltre ai prezzi ancora proibitivi, è infatti il problema che ritarda il successo di queste vetture sul mercato.

sabato 2 luglio 2011

PREPARIAMOCI di Luca Mercalli

Vi consiglio un bel libro per l'estate, ecco di cosa parla:


"VOGLIO AZIONI CONCRETE. NON SERVE ESSERE CONVINTI DI MUOVERSI NELLA DIREZIONE GIUSTA, NÉ DESIDERARE CIÒ CHE È GIUSTO. QUEL CHE CONTA È FARE CIÒ CHE È GIUSTO."
Reinhold Messner, 2011

"MI INTERESSA MOLTO IL FUTURO: È LÌ CHE PASSERÒ IL RESTO DELLA MIA VITA."
Groucho Marx

Mai tante crisi tutte insieme: clima, ambiente, energia, risorse naturali, cibo, rifiuti, economia. Eppure la minaccia della catastrofe non fa paura a nessuno. Come fare? Ci vuole una nuova intelligenza collettiva. Stop a dibattiti tra politici disinformati o in conflitto d'interessi. Se aspettiamo loro sarà troppo tardi, se ci arrangiamo da soli sarà troppo poco, ma se lavoriamo insieme possiamo davvero cambiare.
L'autore racconta il suo percorso verso la resilienza, ovvero la capacità di affrontare serenamente un futuro più incerto, e indica il PROGRAMMA POLITICO che voterebbe. Il cambiamento deve partire dalle nostre case (più coibentate), dalle nostre abitudini, più sane e economiche (dal consumo d'acqua, ai trasporti, dai rifiuti alle energie rinnovabili, dall'orto all'impegno civile). Oggi non possiamo più aspettarci soluzioni miracolistiche: meglio dunque tenere il cervello sempre acceso, le luci solo quando servono.

Luca Mercalli, torinese, presiede la Società meteorologica italiana e dirige la rivista "Nimbus". Ospite fisso della trasmissione Rai3 "Che tempo che fa", cura per "La Stampa" la rubrica di meteorologia e clima. Tra i suoi ultimi libri: FILOSOFIA DELLE NUVOLE (Rizzoli 2008), CHE TEMPO CHE FARÀ (Rizzoli 2009), VIAGGI NEL TEMPO CHE FA (Einaudi 2010).
 
Tratto dalla Quarta di copertina del libro "Prepariamoci" di Luca Mercalli
Potete trovarlo su: http://www.chiarelettere.it/libro/reverse/prepariamoci-9.php

sabato 14 maggio 2011

Filiera corta ecologica ed etica: l'esempio di ZOLLE


Zolle è un'azienda giovane che da 2 anni a Roma si occupa della distribuzione a domicilio di prodotti biologici dei piccoli contadini del territorio. L'idea è stata di una ragazza di nome Simona che ha voluto affrontare il problematico collegamento tra i piccoli produttori e i consumatori; da una parte c'è chi pratica un'agricoltura sana e biologica su piccola scala, ma non riesce a vendere direttamente i propri prodotti per il difficile accesso al mercato a causa delle molte norme burocratiche, per la questione delle certificazioni e anche perchè fisicamente non può occuparsi sia della coltivazione che della vendita in città. Dall'altra troviamo i consumatori inermi che si trovano a subire un'offerta alimentare industrializzata e scadente.

Zolle ha l'obiettivo quindi di fornire ai propri cittadini i prodotti biologici della propria terra ad un prezzo ragionevole e con la comodità della consegna a domicilio; abbonandosi al servizio si riceve a casa ogni settimana una spesa per 2 persone che comprende frutta e verdura di stagione, latticini, uova e anche carne per i non vegetariani; in più ai consumatori arriva per email ogni settimana un listino "mercato libero" dal quale si possono scegliere altri prodotti come cioccolata, olio, vino tutti di produzione locale.

Oggi Zolle fornisce 500 famiglie nel territorio lavorando con realtà piccolissime in tutto il Lazio; questi piccoli produttori hanno così  l'opportunità di sopravvivere e moltiplicarsi grazie anche all'unica intermediazione che li collega ai consumatori permettendo loro un reddito dignitoso; per Zolle infatti conta la coltivazione biologica prima di tutto, ma anche la storia delle piccole aziende e la loro intelligenza nel trarre il meglio dal territorio senza sfruttarlo, al contrario delle grandi produzioni.

Zolle poi non si dimentica dell'ambiente: la spesa viene consegnata esclusivamente in bicicletta e gli imballaggi sono ridotti al minimo, scatoloni e sacchetti di plastica riciclabile per contenere le verdure fresche; gli scatoloni poi vengono resi indietro per poter essere riutilizzati nuovamente.
Questo dimostra che la filiera corta ecologica è realizzabile e soprattutto che ne possiamo trarre guadagno tutti, anche l'ambiente :)

Per maggiori info: http://www.zolle.it/

mercoledì 27 aprile 2011

Orto nel balcone di casa

Anche coltivare il proprio orto, perchè no nel balcone di casa ad esempio, fa parte di uno stile di vita ecosostenibile. Di moda già da qualche anno, coltivare il proprio orto è il simbolo dell'inversione di quel flusso che per anni ha contraddistinto l'era del progresso; l'orto nei pressi di casa è da sempre un elemento che differenzia la campagna dalla città oltre che le abitudini alimentari dei rispettivi abitanti.
Ma è solo una moda? L'inversione in atto è il risultato di diversi elementi: inanzitutto la voglia sempre maggiore di sicurezza e garanzia che il consumatore richiede ha portato ad un aumento netto della vendita di prodotti biologici, ma d'altra parte la crisi porta a voler spendere meno anche nella spesa quotidiana e il biologico costa di più del tradizionale perchè se fatto bene produce meno. Oltre alle cause ci sono però anche aspetti positivi: l'agricoltura casalinga o quella a km 0 risolvono i problemi dovuti alla grossa distribuzione, ossia la vendita di ortaggi fuori stagione, che costano di più e hanno qualità minore visto che sono stati a lungo in celle frigorifere o hanno compiuto lunghi percorsi per arrivare fino a noi. Possiamo quindi risparmiare e aiutare l'ambiente comprando o coltivando le verdure di stagione ed evitare quindi il loro trasporto da lontano e il conseguente inquinamento.

Coltivare il proprio orticello oltre ad una moda può essere un modo semplice e divertente per avere del cibo naturale e non trattato senza spese esorbitanti e perchè no anche una bella soddisfazione :)
Si può partire da ortaggi semplici che richiedono poche attenzioni come erbe aromatiche, insalata, ravanelli e qualche piantina di pomodoro per poi arrivare a pensare e coltivare in grande. Le varietà adatte al balcone sono quelle che, una volta sviluppate, non superano l'altezza di mezzo metro o le specie che producono ortaggi di piccole dimensione come il pomodoro a ciliegia, ma anche alcune varietà di peperoni o melanzane.
Ogni pianta deve essere collocata in una vaso preferibilmente in terracotta di almeno 30 cm e se vogliamo mettere tre piantine in fila utilizziamo una fioriera lunga almeno 60 cm.
Ma ecco alcuni consigli per impostare il nostro orto sul balcone:
- verifichiamo di avere lo spazio sufficiente per coltivare le nostre piante senza sacrificarle
- procuriamoci dei vasi, il terriccio, palline di argilla e i sementi delle piante che vogliamo coltivare
- riempiamo i vasi di terra fertile per orto, dopo aver ricoperto il fondo del vaso con delle palline di argilla
- i vasi vanno disposti secondo il sole che abbiamo a disposizione, non tutte le piante infatti hanno bisogno della stessa quantità di luce
- per innaffiare seguiamo le istruzioni riportate sulle confezione dei sementi
- possiamo aiutare le giovani piantine con bastoncini o canne di bambù per sostenerle
- utilizziamo solo concimi naturali per nutrire ed aiutare la terra a crescere. Come concime si può utilizzare anche cenere di legna, l'acqua di cottura delle verdure o i fondi del caffè.

Non mancano poi soluzioni ingegnose per facilitarci il tutto :)
Si tratta di un contenitore, realizzato in materiale plastico, che tramite un serbatoio di 6 litri, l'argilla espansa ed una tappetino in TNT, permette la coltivazione in terrazzo di piante aromatiche e da orto, mantenendo l'ideale umidità del terreno e aiutandoci se non abbiamo prorpio il pollice verde. Il kit è venduto da VERDEMAX , si chiama "Orto in terrazzo" e costa 122,76€; potete acquistarlo on line visitando il link:                                   
http://l-orto-in-terrazza.fioriere-e-vasi.gardenshop.it/Vaso-Orto-in-Terrazzo/p4742
Troverete consigli utili per iniziare il vostro orto su http://www.coltivareorto.it/

martedì 26 aprile 2011

Eco car-sharing

Che cos'é il car-sharing? Con questo termine si indica un servizio pubblico di mobilità urbana a fruizione individuale alternativo al trasporto pubblico urbano; tramite l'iscrizione al servizio, l'utente compra l'uso effettivo del mezzo anzichè il mezzo stesso.
Insomma in poche parole invece di avere la propria macchina se ne noleggia una ogni volta che ne abbiamo bisogno; le conseguenze? Nei paesi del nord Europa si è calcolato che l'utilizzo di 1 veicolo in car-sharing sostituisce 5-6 vetture private con tutto quello che ne deriva in vantaggi per l'ambiente e per la viabilità.
Già di suo è quindi una grande idea per diminuire l'impatto ambientale delle autovetture, ma perchè non fare un passo in più noleggiando auto elettriche? Amsterdam entro il 2011 si doterà di ben 300 Smart Electric Drive e altrettante postazioni di ricarica aprendo così il mercato a queste nuove auto; anche in Italia Milano, Varese, Como e Roma si sono attrezzate per offrire ai cittadini mezzi ecologici per girare la città o allontanarsi dal centro. Bisogna ricordare infatti che oltre a non inquinare il pieno ci costa solo 2 euro e il noleggio permette ai cittadini di usufruire di queste vetture senza dover affrontare la spesa per l'acquisto, oggi ancora proibitiva.

LIGHT CAR SHARING CONCEPT
Il problema? Come sempre l'informazione, ancora pochi conoscono questa alternativa. Ecco perchè un'azienda svizzera ha presentato al Salone di Ginevra il prototipo "Light Car Sharing Concept"; è una vettura elettrica a 6 posti con un'autonomia di 100 km che mentre è in funzione si pubblicizza grazie alle luci a led che proiettano scritte pubblicitarie intorno all'auto come ad esempio "Noleggiami" per farsi conoscere in giro per la città.

domenica 3 aprile 2011

Una barca a vela tutta a energia rinnovabile!

E' il risultato dell'iniziativa "Energia in barca" promossa da Enel in collaborazione con "Velisti per caso" che dimostra come l'energia rinnovabile si possa utilizzare anche in vacanza ad esempio su una barca a vela che già di suo è un bel modo di navigare a basso impatto ambientale. L’iniziativa ha come obiettivo quello di far conoscere le tematiche legate alle energie rinnovabili e al risparmio energetico soprattutto alle nuove generazioni; molti studenti hanno potuto infatti visitare la barca, conoscere la strumentazione di bordo e addirittura uscire in mare per verificarne il funzionamento.

Ma vediamo un po' come funziona :)
La barca a vela Adriatica si muove grazie al vento, ma anche una barca a vela ha bisogno di impianti che permettano di far fronte ai consumi energetici giornalieri e di norma essi sono alimentati dal motore a gasolio; a bordo è stato quindi realizzato un sistema sperimentale che integra le possibili soluzioni offerte dalle energie rinnovabili. Il sistema che l'Enel ha installato su Adriatica è costituito da due aerogeneratori (pale eoliche), due pannelli fotovoltaici e una turbina idraulica a trascinamento; ma fin qui, tutto sommato, niente di nuovo. Ciò che rende davvero innovativo l'equipaggiamento elettrico è il suo sistema di accumulo energetico basato sull'idrogeno, la tecnologia oggi più promettente per la realizzazione di sistemi di immagazzinamento. L'esperimento è quindi in un banco di prova per valutare l'efficacia della combinazione fra sistemi di stoccaggio a base di idrogeno e la generazione elettrica da fonti rinnovabili. I risultati degli esperimenti condotti in situazioni estreme come quella di Adriatica sono utili per valutare l' utilizzo di queste tecnologie in piccoli abitati isolati in territori disagevoli con necessità di completa autonomia. Applicare un giorno queste tecnologie alla vita quotidiana rappresenta però la vera sfida.

sabato 2 aprile 2011

Varese Ligure e il progetto "Laboratorio borghi sostenibili" in Toscana

BORGO ROTONDO A VARESE LIGURE
Varese Ligure, piccolo borgo situato in provincia di La Spezia a poca distanza dalla Riviera di Levante e dalle Cinque Terre, è il simbolo dei piccoli comuni che credono ancora nel futuro e ci guadagnano pure! Un modello che fa scuola ormai da anni ma non è ancora conosciuto purtroppo..ecco perchè ve ne voglio parlare :)
In un articolo pubblicato su quiTouring nell'aprile 2010 il sindaco Michela Marcone racconta come è avvenuta la trasformazione; sono partiti dall'eolico, prima 2 pale poi 4 in un luogo defilato nella valle, hanno aumentato il fotovoltaico per poi aggiungere anche una piccola centrale idroelettrica. Tutte le strutture comunali sono ormai alimentate esclusivamente con energie rinnovabili e ne avanzano pure di energia! E allora si vende e si guadagna. L'intuizione è stata del suo predecessore Maurizio Caranza che ha voluto dare una prospettiva a un territorio agonizzante e sempre più spopolato, ma il compito più difficile è stato quello di convincere i compaesani; ma Varese ce la fa ed è il primo Comune Ue a ottenere l'Iso 14001, il premio come migliore comunità rurale europea per avere attuato il progetto più completo e originale di sviluppo sostenibile.
info: http://www.comune.vareseligure.sp.it/

EDILIZIA SOSTENIBILE
Più attuale è invece il progetto "Laboratorio borgi sostenibili" in Toscana che vuole seguire l'esempio di Varese Ligure e dei borghi sostenibili in Piemonte. Le aziende e i progettisti della zona stanno partecipando alla realizzazione di un esperimento nei borghi di Impruneta, Bagno a Ripoli e Sovicille in Toscana al fine di arrivare ad una regolamentazione da proporre agli enti locali sui temi dell’abitare sano, della riqualificazione del territorio, della riconversione ecologica del settore costruzioni. E' un progetto che cerca di coniugare la tradizione dei borghi toscani e l’innovazione energetica con lo scopo di introdurre nella pratica quotidiana delle ristrutturazioni quattro aspetti fondamentali della sostenibilità in edilizia: il risparmio energetico, l'utilizzo di fonti energetiche rinnovabili, l'aumento del comfort e della salubrità dell’abitare, il recupero e il mantenimento delle risorse essenziali del territorio.
In Europa infatti, contrariamente a quanto si pensi, i maggiori consumatori di energia e la maggior fonte di inquinamento da CO2 sono proprio gli edifici, responsabili per oltre il 40% del consumo energetico; più del settore dei trasporti, 32%, e dell’industria, 28% (Fonte: Action Plan for Energy Efficiency: Realizing the Potential, European Commission 19 ottobre 2006).
info: http://www.borghisostenibili.it/

martedì 29 marzo 2011

Ora legale per il risparmio energetico

Questo weekend le lancette si sono spostate avanti di un'ora, le giornate si sono finalmente allungate e così l'ambiente può tirare un respiro di sollievo.
Ma perchè? a cosa serve l'ora legale?
L’ora legale è quella che sostituisce l’ora solare, serve per poter sfruttare maggiormente la luce solare e ottenere un notevole risparmio di energia, infatti questo tipo di orario viene utilizzato nella stagione estiva per aumentare la luce che ci accompagnerà così fino alla sera. Il passaggio all'ora legale avviene in primavera, mentre in autunno si torna all’ora solare.
Ma il risparmio energetico è significativo?
Terna, la società responsabile in Italia della gestione dei flussi di energia elettrica sulla rete ad alta tensione, stima che grazie al maggiore utilizzo di luce naturale nei prossimi 7 mesi saranno risparmiati 646,4 milioni di kilowattora. Un risparmio che si rifletterà in termini di costi anche sul portafoglio degli italiani: considerando infatti che un kilowattora costa in media circa 13,5 centesimi di euro, il risparmio economico relativo all'ora legale per il 2011 è pari a oltre 85 milioni di euro. Non dimentichiamo inoltre che il minor consumo di energia porterà anche una riduzione di CO2 immessa nell'atmosfera: ben 300 mila tonnellate in meno.

Consiglio quindi l'analisi di questi dati a chi vuole abolirla perchè provoca "gravissimi malesseri" dovuti a un rapido cambiamento delle funzione biologiche..

Alga carta ed eco-shopper

Dal 22 marzo nel territorio comunale di Venezia è possibile fare la spesa partecipando al progetto "Spesa Leggera" grazie alle eco-shopper, le borsette riutilizzabili, e all'Alga Carta, una carta per imballaggi amica della laguna perché è stata realizzata esclusivamente con alghe della Laguna di Venezia. I commercianti infatti grazie alla loro attività sono quotidianamente a contatto diretto con i consumatori e possono perciò trasmettere e far sedimentare abitudini e usi rispettosi dell'ambiente che consentono tra l'altro un notevole risparmio economico; un modo è proprio questo ad esempio: regalando ai clienti una borsa in tessuto-non-tessuto riutilizzabile per riporre la spesa al posto delle buste in plastica che costano ed inquinano, oppure utilizzando la carta da pacchi realizzata con le alghe della laguna. Sempre nell'ottica di ridurre imballaggi e contenitori difficili da smaltire Confartigianato e Confesercenti si stanno adoperando per incentivare l'uso di stoviglie biodegradabili nelle tante sagre e feste grazie alla collaborazione delle Pro Loco.

giovedì 24 marzo 2011

Smart Fortwo Electric Drive

Premettendo che io stessa guido una smart e ne sono pazzamente innamorata, quando ho sentito parlare della versione elettrica ho pensato subito: "sarà mia!"; ecco perchè mi sembra un interessante esempio che si può allargare anche alle vetture ibride già presenti sul mercato.
Questa nuova smart ha propulsione esclusivamente elettrica, il motore a magnete permanente da 30 kW è caratterizzato da una prontezza immediata di risposta che rende disponibile una coppia di 120 Nm; ne deriva un' accellerazione straordinaria che permette di raggiungere 60 km/h (partendo da fermo) in appena 6,5 secondi meglio della sorella a benzina. Visto che questa smart è stata progettata per un uso prevalentemente urbano, la velocità è stata limitata a 100 km/h.


La Smart ED si ricarica o in una comune presa elettrica domestica o in una apposita colonnina. Una ricarica completa necessita di 8 ore e permette di percorrere fino a 135 chilometri mentre si può scegliere anche per una carica parziale della durata di un paio d'ore per perocrrerne una quarantina.
E i costi? per percorrere un centinaio di chilometri, i costi di ricarica si aggirano sui 2 euro (se si ricarica di notte, quando l'energia costa meno, si risparmia). Sono minori anche i costi di manutenzione, vista la semplicità del nuovo motore. Il prezzo di vendita purtroppo non è ancora stato comunicato ma nell'ambito di un progetto pilota chiamato e-mobility Italy, 100 fortunati italiani potranno testare la vettura a un canone mensile di 400 euro più Iva per 2 anni aspettando il 2012 quando entrerà a far parte della gamma Fortwo.
Un po' di considerazioni: è ovvio che un agente di commercio che corre tutto il giorno non potrà mai affidarsi ad una Smart ED ma una studentessa universitaria come me che usa la macchina solo per andare in fermata alla mattina per prendere l'autobus (che inquina meno di 50 macchine, una per passeggero) o per uscire il weekend è perfetta! C'è chi dice che è troppo presto e che il mercato non è ancora pronto per qst innovazione..intanto proviamoci a cambiare e poi il mercato di adeguerà con tanto di distributori di corrente con colonnine! :)

domenica 20 marzo 2011

Eco-consigli

Leggendo la rivista Focus ho avuto la possibilità di ricevere a casa un volumetto completamente in carta riciclata "ECO-CONSIGLI 100 azioni quotidiane per aiutare il pianeta" edito da Utet patrocinata dal Ministero dell'Ambiente che propone tanti consigli pratici per il risparmio energetico nelle azioni di ogni giorno. E' completamente GRATUITO ed è ben specificato che si tratta di un omaggio non condizionato ad alcun acquisto!


Ecco il link dove potete richiederlo:
http://promo.utetcultura.it/ecoconsigli/index.php

Visto che l'ho trovato molto interessante inserirò qualche Eco-Consiglio qua e là nel mio blog :)