In un mondo in cui oggi l'energia assume così grande importanza e la ricerca di nuove fonti energetiche sia ormai indispensabile, è utile guardare il problema da una nuova prospettiva chiedendoci come in prima persona possiamo affrontare la questione alla radice...semplice: consumando di meno.
Risultati ricerca personalizzata
sabato 14 maggio 2011
Compriamo e buttiamo..la storia delle cose
Etichette
riciclaggio
Filiera corta ecologica ed etica: l'esempio di ZOLLE
Zolle ha l'obiettivo quindi di fornire ai propri cittadini i prodotti biologici della propria terra ad un prezzo ragionevole e con la comodità della consegna a domicilio; abbonandosi al servizio si riceve a casa ogni settimana una spesa per 2 persone che comprende frutta e verdura di stagione, latticini, uova e anche carne per i non vegetariani; in più ai consumatori arriva per email ogni settimana un listino "mercato libero" dal quale si possono scegliere altri prodotti come cioccolata, olio, vino tutti di produzione locale.
Oggi Zolle fornisce 500 famiglie nel territorio lavorando con realtà piccolissime in tutto il Lazio; questi piccoli produttori hanno così l'opportunità di sopravvivere e moltiplicarsi grazie anche all'unica intermediazione che li collega ai consumatori permettendo loro un reddito dignitoso; per Zolle infatti conta la coltivazione biologica prima di tutto, ma anche la storia delle piccole aziende e la loro intelligenza nel trarre il meglio dal territorio senza sfruttarlo, al contrario delle grandi produzioni.
Zolle poi non si dimentica dell'ambiente: la spesa viene consegnata esclusivamente in bicicletta e gli imballaggi sono ridotti al minimo, scatoloni e sacchetti di plastica riciclabile per contenere le verdure fresche; gli scatoloni poi vengono resi indietro per poter essere riutilizzati nuovamente.Questo dimostra che la filiera corta ecologica è realizzabile e soprattutto che ne possiamo trarre guadagno tutti, anche l'ambiente :)
Etichette
agricoltura,
biologico,
vivere eco
giovedì 5 maggio 2011
Il nucleare NON è il futuro
Dal mese di Marzo in poi, a pesare sulle decisoni del nucleare nel mondo, c'è il grave incidente del Giappone; a causa dello tsunami e del terremoto, nella centrale atomica di Fukushima ci sono state diverse esplosioni e successive fuoriuscite di materiale radioattivo che hanno contaminato il territorio circostante e l'aria con la formazione di una nube radioattiva. L'incidente del Giappone ha dimostrato che, anche in un paese all'avanguardia nella tecnologia nucleare, questa risorsa non si può rendere sicura al 100%. Mentre nel mondo tutti fanno un passo indietro sul nucleare, prima fra tutti la Germania, ma anche Russia Cina e India, annunciando che le loro centrali saranno sottoposte ai cosiddetti "stress test" per provarne la sicurezza, in Italia non solo si prepara un referendum per reinserire il nucleare nel nostro programma energetico, ma si tagliano pure i fondi alle rinnovabili!
Quei settori, che delle nuove energie avevano fatto un mezzo per aumentare l'occupazione e i fatturati delle aziende, rilanciando questa economia, si sono visti tagliare le gambe. E' vero poi che c'è stata una retromarcia del governo con la redazione di un nuovo decreto, il Quarto Conto Energia, ma il messaggio è chiaro: non c'è nessun tipo di appoggio, nessuna certezza, nessun piano energetico nazionale..e senza certezze nessuno investe. Il motivo di questi tagli nasce dall'analisi dei costi in bolletta delle rinnovabili, "l'incentivo medio- dicono- è quasi il doppio dell'energia prodotta"; si ma nessuno ci spiega che ogni anno per il decomissioning nucleare, cioè lo smantellamento delle centrali chiuse, delle nostre bollette spendiamo ben 3 miliardi di euro. Se io potessi scegliere, preferirei che i miei soldi andassero al rinnovabile e non ad un progetto mai partito eppure pericoloso.
Nel mondo ci sono 442 centrali nucleari, 58 reattori in 19 centrali solo in Francia, proprio oltre il nostro confine; l'energia dall'atomo contribuisce alla produzione globale di energia per il 6%, in particolare per il 15% nell'energia eletttrica. Non ha poi tutta questa incidenza insomma, senza contare che esaurito il petrolio, per soddisfare il fabbisogno mondiale di energia, dovrebbe essere costruita una centrale a settimana per i prossimi 120 anni! Un gruppo di lavoro internazionale ha pubblicato uno studio sulla rivista The Energy Journal dove illustra come sia possibile abbandonare questa strada: rinunciare al nucleare costerebbe solo lo 0.7% della ricchezza, un costo insignificante rispetto a quello provocato dalle catastrofi nucleari.
Rinunciare al nucleare sembra impossibile anche perchè è opinione comune che le energie rinnovabili non siano in grado di sostenere da sole il nostro fabbisogno: SBAGLIATO. Le fonti rinnovabili stanno crescendo a ritmi imprevedibili e i loro costi si stanno rapidamente riducendo, rendendole più accessibili. L'elettricità producibile dagli impianti solari ed eolici installati nel mondo tra il 2005 e il 2010 è tre volte maggiore rispetto a quella dei reattori nucleari attivati negli stessi anni.
Non dobbiamo inoltre dimenticare che il nucleare non è una fonte di energia rinnovabile: necessita dell'uranio, che costa ed è esauribile, e produce scorie radioattive pericolose che devono essere stoccate e nascoste da qualche parte; sole, vento e acqua sono invece beni equi, accessibili, condivisibili, rinnovabili e non confiscabili. Allora cambiare si può..
VOTA SI AL REFERENDUM PER FERMARE IL NUCLEARE.
Visita anche http://www.sosrinnovabili.it/
Fonti: inchiesta "Nucleare o rinnovabili? il governo ci prende per i pannelli" su Terra Nuova, Maggio 2011
Quei settori, che delle nuove energie avevano fatto un mezzo per aumentare l'occupazione e i fatturati delle aziende, rilanciando questa economia, si sono visti tagliare le gambe. E' vero poi che c'è stata una retromarcia del governo con la redazione di un nuovo decreto, il Quarto Conto Energia, ma il messaggio è chiaro: non c'è nessun tipo di appoggio, nessuna certezza, nessun piano energetico nazionale..e senza certezze nessuno investe. Il motivo di questi tagli nasce dall'analisi dei costi in bolletta delle rinnovabili, "l'incentivo medio- dicono- è quasi il doppio dell'energia prodotta"; si ma nessuno ci spiega che ogni anno per il decomissioning nucleare, cioè lo smantellamento delle centrali chiuse, delle nostre bollette spendiamo ben 3 miliardi di euro. Se io potessi scegliere, preferirei che i miei soldi andassero al rinnovabile e non ad un progetto mai partito eppure pericoloso.
Nel mondo ci sono 442 centrali nucleari, 58 reattori in 19 centrali solo in Francia, proprio oltre il nostro confine; l'energia dall'atomo contribuisce alla produzione globale di energia per il 6%, in particolare per il 15% nell'energia eletttrica. Non ha poi tutta questa incidenza insomma, senza contare che esaurito il petrolio, per soddisfare il fabbisogno mondiale di energia, dovrebbe essere costruita una centrale a settimana per i prossimi 120 anni! Un gruppo di lavoro internazionale ha pubblicato uno studio sulla rivista The Energy Journal dove illustra come sia possibile abbandonare questa strada: rinunciare al nucleare costerebbe solo lo 0.7% della ricchezza, un costo insignificante rispetto a quello provocato dalle catastrofi nucleari.
Rinunciare al nucleare sembra impossibile anche perchè è opinione comune che le energie rinnovabili non siano in grado di sostenere da sole il nostro fabbisogno: SBAGLIATO. Le fonti rinnovabili stanno crescendo a ritmi imprevedibili e i loro costi si stanno rapidamente riducendo, rendendole più accessibili. L'elettricità producibile dagli impianti solari ed eolici installati nel mondo tra il 2005 e il 2010 è tre volte maggiore rispetto a quella dei reattori nucleari attivati negli stessi anni.
Non dobbiamo inoltre dimenticare che il nucleare non è una fonte di energia rinnovabile: necessita dell'uranio, che costa ed è esauribile, e produce scorie radioattive pericolose che devono essere stoccate e nascoste da qualche parte; sole, vento e acqua sono invece beni equi, accessibili, condivisibili, rinnovabili e non confiscabili. Allora cambiare si può..
VOTA SI AL REFERENDUM PER FERMARE IL NUCLEARE.
Visita anche http://www.sosrinnovabili.it/
Fonti: inchiesta "Nucleare o rinnovabili? il governo ci prende per i pannelli" su Terra Nuova, Maggio 2011
Etichette
nucleare,
rinnovabili
domenica 1 maggio 2011
Discoteca "OFF-CORSO" a Rotterdam: nuove energie
E' nata nel 2006 in Olanda, più precisamente nelle vie di Rotterdam, la prima discoteca ecologica al mondo in grado di autoricaricarsi completamente grazie al movimento delle persone. La novità sta nello speciale pavimento che è in grado di assorbire le vibrazioni prodotte dalle persone che ballano in pista; la tecnologia è stata sviluppata dallo studio di architettura Doll-Atelier voor Bouwkunst e consiste in un dance-floor sospeso su particolari cristalli in grado di produrre energia piezoelettrica se compressi e fatti vibrare, gli impulsi poi vanno trasferiti ad un generatore di corrente che alimenta l'intera discoteca. Un modo intelligente per sfruttare una forma di energia che altrimenti andrebbe persa :)
Ma questa discoteca non è l'unico esempio di tecnologia piezoelettrica: in Giappone già da qualche tempo esistono i marciapiedi piezoelettrici! Ogni passo di una persona di almeno 60 kg genera 0,5 kwh. Molti stanno studiando questa tecnologia innovativa per poterla applicare alle stazioni della metro o dei treni dove il grande afflusso di pedoni potrebbe produrre l'energia necessaria a mantenere attiva l'illuminazione ad esempio senza dover pesare sul comune sistema di distribuzione energetica.
C'è chi poi ha pensato di sfruttare l'energia prodotta da chi si allena in palestra sulle cyclettes ad esempio; la catena California Fitness ha finanziato il progetto dell'ecoingegnere Gambarotta che ha progettato e poi messo in opera una serie di macchinari da palestra come cyclettes, tapis roulant, step che riescono a convertire l'energia motoria che noi produciamo in energia elettrica. Questa energia viene poi utilizzata dalla palestra per luci e riscaldamento. In realtà però, i macchinari e tutto il sistema di conversione è ancora molto costoso e ci vogliono parecchi anni prima di rientrare dell'investimento; ecco dunque perchè siano solo le grandi catene a potersi permettere di utilizzare questo nuovo business.
Ma questa discoteca non è l'unico esempio di tecnologia piezoelettrica: in Giappone già da qualche tempo esistono i marciapiedi piezoelettrici! Ogni passo di una persona di almeno 60 kg genera 0,5 kwh. Molti stanno studiando questa tecnologia innovativa per poterla applicare alle stazioni della metro o dei treni dove il grande afflusso di pedoni potrebbe produrre l'energia necessaria a mantenere attiva l'illuminazione ad esempio senza dover pesare sul comune sistema di distribuzione energetica.
C'è chi poi ha pensato di sfruttare l'energia prodotta da chi si allena in palestra sulle cyclettes ad esempio; la catena California Fitness ha finanziato il progetto dell'ecoingegnere Gambarotta che ha progettato e poi messo in opera una serie di macchinari da palestra come cyclettes, tapis roulant, step che riescono a convertire l'energia motoria che noi produciamo in energia elettrica. Questa energia viene poi utilizzata dalla palestra per luci e riscaldamento. In realtà però, i macchinari e tutto il sistema di conversione è ancora molto costoso e ci vogliono parecchi anni prima di rientrare dell'investimento; ecco dunque perchè siano solo le grandi catene a potersi permettere di utilizzare questo nuovo business.
Etichette
nuove energie
mercoledì 27 aprile 2011
Orto nel balcone di casa
Anche coltivare il proprio orto, perchè no nel balcone di casa ad esempio, fa parte di uno stile di vita ecosostenibile. Di moda già da qualche anno, coltivare il proprio orto è il simbolo dell'inversione di quel flusso che per anni ha contraddistinto l'era del progresso; l'orto nei pressi di casa è da sempre un elemento che differenzia la campagna dalla città oltre che le abitudini alimentari dei rispettivi abitanti.
Ma è solo una moda? L'inversione in atto è il risultato di diversi elementi: inanzitutto la voglia sempre maggiore di sicurezza e garanzia che il consumatore richiede ha portato ad un aumento netto della vendita di prodotti biologici, ma d'altra parte la crisi porta a voler spendere meno anche nella spesa quotidiana e il biologico costa di più del tradizionale perchè se fatto bene produce meno. Oltre alle cause ci sono però anche aspetti positivi: l'agricoltura casalinga o quella a km 0 risolvono i problemi dovuti alla grossa distribuzione, ossia la vendita di ortaggi fuori stagione, che costano di più e hanno qualità minore visto che sono stati a lungo in celle frigorifere o hanno compiuto lunghi percorsi per arrivare fino a noi. Possiamo quindi risparmiare e aiutare l'ambiente comprando o coltivando le verdure di stagione ed evitare quindi il loro trasporto da lontano e il conseguente inquinamento.
Coltivare il proprio orticello oltre ad una moda può essere un modo semplice e divertente per avere del cibo naturale e non trattato senza spese esorbitanti e perchè no anche una bella soddisfazione :)
Si può partire da ortaggi semplici che richiedono poche attenzioni come erbe aromatiche, insalata, ravanelli e qualche piantina di pomodoro per poi arrivare a pensare e coltivare in grande. Le varietà adatte al balcone sono quelle che, una volta sviluppate, non superano l'altezza di mezzo metro o le specie che producono ortaggi di piccole dimensione come il pomodoro a ciliegia, ma anche alcune varietà di peperoni o melanzane.
Ogni pianta deve essere collocata in una vaso preferibilmente in terracotta di almeno 30 cm e se vogliamo mettere tre piantine in fila utilizziamo una fioriera lunga almeno 60 cm.
Ma ecco alcuni consigli per impostare il nostro orto sul balcone:
- verifichiamo di avere lo spazio sufficiente per coltivare le nostre piante senza sacrificarle
- procuriamoci dei vasi, il terriccio, palline di argilla e i sementi delle piante che vogliamo coltivare
- riempiamo i vasi di terra fertile per orto, dopo aver ricoperto il fondo del vaso con delle palline di argilla
- i vasi vanno disposti secondo il sole che abbiamo a disposizione, non tutte le piante infatti hanno bisogno della stessa quantità di luce
- per innaffiare seguiamo le istruzioni riportate sulle confezione dei sementi
- possiamo aiutare le giovani piantine con bastoncini o canne di bambù per sostenerle
- utilizziamo solo concimi naturali per nutrire ed aiutare la terra a crescere. Come concime si può utilizzare anche cenere di legna, l'acqua di cottura delle verdure o i fondi del caffè.
Non mancano poi soluzioni ingegnose per facilitarci il tutto :)
Ma è solo una moda? L'inversione in atto è il risultato di diversi elementi: inanzitutto la voglia sempre maggiore di sicurezza e garanzia che il consumatore richiede ha portato ad un aumento netto della vendita di prodotti biologici, ma d'altra parte la crisi porta a voler spendere meno anche nella spesa quotidiana e il biologico costa di più del tradizionale perchè se fatto bene produce meno. Oltre alle cause ci sono però anche aspetti positivi: l'agricoltura casalinga o quella a km 0 risolvono i problemi dovuti alla grossa distribuzione, ossia la vendita di ortaggi fuori stagione, che costano di più e hanno qualità minore visto che sono stati a lungo in celle frigorifere o hanno compiuto lunghi percorsi per arrivare fino a noi. Possiamo quindi risparmiare e aiutare l'ambiente comprando o coltivando le verdure di stagione ed evitare quindi il loro trasporto da lontano e il conseguente inquinamento.
Coltivare il proprio orticello oltre ad una moda può essere un modo semplice e divertente per avere del cibo naturale e non trattato senza spese esorbitanti e perchè no anche una bella soddisfazione :)
Si può partire da ortaggi semplici che richiedono poche attenzioni come erbe aromatiche, insalata, ravanelli e qualche piantina di pomodoro per poi arrivare a pensare e coltivare in grande. Le varietà adatte al balcone sono quelle che, una volta sviluppate, non superano l'altezza di mezzo metro o le specie che producono ortaggi di piccole dimensione come il pomodoro a ciliegia, ma anche alcune varietà di peperoni o melanzane.
Ogni pianta deve essere collocata in una vaso preferibilmente in terracotta di almeno 30 cm e se vogliamo mettere tre piantine in fila utilizziamo una fioriera lunga almeno 60 cm.
Ma ecco alcuni consigli per impostare il nostro orto sul balcone:
- verifichiamo di avere lo spazio sufficiente per coltivare le nostre piante senza sacrificarle
- procuriamoci dei vasi, il terriccio, palline di argilla e i sementi delle piante che vogliamo coltivare
- riempiamo i vasi di terra fertile per orto, dopo aver ricoperto il fondo del vaso con delle palline di argilla
- i vasi vanno disposti secondo il sole che abbiamo a disposizione, non tutte le piante infatti hanno bisogno della stessa quantità di luce
- per innaffiare seguiamo le istruzioni riportate sulle confezione dei sementi
- possiamo aiutare le giovani piantine con bastoncini o canne di bambù per sostenerle
- utilizziamo solo concimi naturali per nutrire ed aiutare la terra a crescere. Come concime si può utilizzare anche cenere di legna, l'acqua di cottura delle verdure o i fondi del caffè.
Non mancano poi soluzioni ingegnose per facilitarci il tutto :)
Si tratta di un contenitore, realizzato in materiale plastico, che tramite un serbatoio di 6 litri, l'argilla espansa ed una tappetino in TNT, permette la coltivazione in terrazzo di piante aromatiche e da orto, mantenendo l'ideale umidità del terreno e aiutandoci se non abbiamo prorpio il pollice verde. Il kit è venduto da VERDEMAX , si chiama "Orto in terrazzo" e costa 122,76€; potete acquistarlo on line visitando il link:
http://l-orto-in-terrazza.fioriere-e-vasi.gardenshop.it/Vaso-Orto-in-Terrazzo/p4742
http://l-orto-in-terrazza.fioriere-e-vasi.gardenshop.it/Vaso-Orto-in-Terrazzo/p4742
Troverete consigli utili per iniziare il vostro orto su http://www.coltivareorto.it/
Etichette
agricoltura,
vivere eco
Iscriviti a:
Post (Atom)









